LUNARIO - Ogni giorno le fasi della luna, ricerca di onomastici, nomi e santi, proverbi, ricorrenze e festività nel mondo, etimologia di parole desuete, ditelo con i fiori, recensioni e curiosità
Domenica, 23 Luglio 2017

Fin dai tempi più remoti l'osservazione del moto degli astri, il Sole e la Luna in particolare, aveva permesso di stabilire una relazione tra esso e l'alternarsi, più o meno costante, delle stagioni.

La parola calendario deriva dal latino calendarium derivato a sua volta dalla parola calendae.  All'inizio il concetto di calendario era caro soprattutto agli usurai, infatti questo termine indicava una specie di registro in cui chi prestava i soldi segnava, all'inizio di ogni mese gli interessi maturati dai capitali "impiegati".

Più tardi nacque l'esigenza di segnare le date, o le cadenze, di feste, semine, raccolti e funzioni religiose. Come spesso accade quello che era un efficace metodo impiegato per agevolare una discutibile attività trovò apprezzamento e impiego nella vita sociale: fu il concepimento del nostro calendario, che riportava date e scadenze di tutti i mesi dell'anno.

Ma il calendario come noi lo conosciamo vide la luce sotto il mitico re di Roma Numa Pompilio che mise a punto il cosiddetto Calendario Romano. Prima che lui mettesse a posto le cose l'anno contava 10 mesi lunari, ma gli stessi romani si rendevano conto che qualche cosa non andava: era facile capire che il ciclo naturale delle stagioni si rinnovava a cadenze regolari, ma questo non coincideva con quanto accadeva nel calendario. a quel punto il quesito era: meglio adattare il corso delle stagioni al calendario o, al contrario, adattare il calendario al corso delle stagioni? Numa Pompilio che, viste le tante cose intelligenti da lui intraprese, non doveva essere affatto stupido, pensò che adattare il calendario al corso naturale del Sole era la cosa più semplice così mise all'opera uno staff tecnico che determinò la durata dell'anno solare in 365,25 giorni (in mancanza di precisi mezzi di misura del tempo era un apprezzabile rilievo), così che la maniera migliore per compilare un calendario che seguisse il Sole era quello di fargli scandire 365 giorni per 3 anni e aggiungerne uno ogni 4 anni che metteva a posto quello 0,25.

La lungimiranza di Numa Pompilio morì con lui, così i suoi successori pensarono bene che adattare il calendario al Sole era cosa ben fatta, ma che aggiungere un'oretta qui e una là, toglierne un'altra dove non serviva e aggiustare un po' i giorni a seconda delle necessità religiose e politiche non avrebbe recato gran danno al corso degli astri. Purtroppo troppa gente volle aggiustare troppe piccole insignificanti frazioni di giorno, così che nel 46 a.C. Giulio Cesare, che come Numa Pompilio era dotato di acume ed equilibrio, si accorse che il Sole, capricciosamente, era disallineato rispetto al calendario di circa 90 giorni. Anche lui dedusse che sarebbe stato più facile dare un' aggiustatina al calendario che al Sole, e lo fece regalando al mondo il Calendario Giuliano, che non differiva molto da quello Romano, ma rimetteva in linea tempo umano e tempo solare.

Per circa 17 secoli la cosa funzionò, ma con lo sviluppo dell'astronomia si osservò che in realtà la durata dell'anno solare non era di 365,25 giorni, ma di 365,2422 giorni e questo, per gente precisa e attenta come erano gli umanisti del rinascimento, epoca della messa a punto delle leggi della prospettiva, delle osservazioni sull'anatomia e altro ancora, non era accettabile. Papa Gregorio XIII fece mettere a punto un nuovo calendario, il Calendario Gregoriano, che prevedeva tre anni di 365 giorni, il quarto anno di 366, chiamato bisestile, che sarebbe però stato soppresso ogni volta che ricorresse un secolo non divisibile per 400, ma per fare ciò c'era da superare un ostacolo non da poco: al momento il calendario era disallineato rispetto al moto del Sole di 10 giorni, come fare? Gregorio XIII decise che, per il bene delle generazioni future, la loro avrebbe rinunciato a 10 giorni, e li soppresse dicendo "oggi è il 5 ottobre, domani sarà il 15 ottobre, e non se ne parla più" (epoca illuminata quella, in cui si prendevano decisioni a proprio discapito per il bene delle future generazioni).

Purtroppo Gregorio XIII, pur facendo un buon lavoro, non previde che un siffatto conteggio del tempo porta a dover fare un aggiustamento di un giorno ogni 3.300 anni, quindi fra 1300 anni qualcuno dovrà preoccuparsi di dire che oggi sarà seguito da dopodomani e che domani è già passato, ma da qui ad allora si potrebbe trovare il modo per allineare il corso della Terra ( e non del Sole, come fino al sedicesimo secolo si credeva) al nostro calendario, magari ritardandolo di un giorno.

Si ebbe per un breve periodo anche un Calendario Francese: all'epoca della Rivoluzione Francese un feroce odio verso l'istituzione ecclesiastica spinse a rifiutare persino il calendario ufficiale decidendo, in quel caso, di buttare via il bambino con l'acqua sporca. Quello di nuova concezione aveva un anno di 12 mesi, con 30 giorni ciascuno, più 5 supplementari (sei negli anni bisestili). Anche i nomi dei mesi vennero cambiati, ad esempio Novembre divenne Brumaio, Settembre Fruttidoro, Gennaio Nevoso....Ebbe vita breve: dal 1793 al 1805.

 

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