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Mercoledì, 26 Settembre 2018

La necessità per l'uomo di misurare il tempo nacque probabilmente molto presto.

All'inizio ci si limitò a fare una divisione in due parti, il giorno e la notte che formavano un intero periodo, poi si divise in quattro parti, successivamente ogni periodo di luce e buio venne diviso in parti più piccole e numerose: erano nate le ore.
I vari popoli utilizzavano il sistema delle ore in modo diverso e diversa era la posizione del sole in ogni Paese.

Il primo strumento per la misura del tempo venne messa a punto dai cinesi pare nel III secolo a.C., si chiamava "gnomone": consisteva in un bastone verticale che, illuminato dal sole, proiettava la sua ombra sul piano, il tempo era scandito dalla posizione dell'ombra stessa, era però un problema il fatto che esso indicava un'ora diversa in ogni zona della terra, e con la nascita degli scambi commerciali e d'altro genere tra popoli diversi nacque la necessità di "standardizzare" l'indicazione del tempo (entro certi limiti).

A questo si cercò di ovviare, nella seconda metà del II millennio, con il "quadrante solare" costituito da un'asta sottile posta su una base "graduata" che permetteva di variarne la lunghezza e l'angolazione in modo da avere la stessa indicazione dell'ora in diverse zone della terra. Il quadrante solare fu perfezionato e abbellito con decorazioni e arrivò in occidente con il nome di Meridiana. La meridiana presentava però un altro problema non da poco: indicava le ore solo di giorno e solo in presenza del sole.

Le clessidre ad acqua, che sostituirono le meridiane, erano due tipi: la prima consisteva nel far scorrere un filo di acqua attraverso un foro in un recipiente graduato, il livello dell'acqua indicava le ore, la seconda consisteva in un recipiente graduato da cui scorreva l'acqua, la graduazione indicava il tempo che passava. Le clessidre a sabbia, erano molto più pratiche ed erano preferibili per la misura di brevi periodi, consistevano in due "ampolle" poste una sopra l'altra e collegate da un "canale", la sabbia contenuta nell'ampolla superiore, che indicava il "periodo" scorreva in quella inferiore, quando il periodo era passato bisognava immediatamente girare lo strumento per misurarne un altro. Più usate di quella a sabbia la clessidra a cera, costituita da una candela graduata, ogni graduazione corrispondeva ad una certa ora, e quella ad olio consistente in una lampada ad olio con il recipiente dell'olio trasparente e graduato, il livello dell'olio indicava l'ora.

Il primo orologio meccanico fu costruito, forse da un monaco, nel 996 circa. Il più vicino parente degli attuali orologi meccanici fu l'orologio a pendolo costruito da un matematico olandese nel 1660.

Attualmente il "nostro" tempo viene misurato dall'orologio atomico installato presso l'Istituto Galileo Ferraris di Torino, quello a cui fa riferimento la RAI per la comunicazione dell'ora esatta

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