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Venerdì, 28 Luglio 2017

Secondo i reperti archeologici e le deduzioni dei ricercatori, circa 10.000 anni fa alcuni gruppi umani che vivevano nella zona che va dal Sahara orientale all'Asia centro-occidentale, una zona particolarmente fertile,  riuscirono a comprendere il rapporto esistente tra un seme piantato e la pianta che ne nasceva, percependo che ove fossero riusciti a controllare questo "meccanismo" sarebbero riusciti ad avere il controllo di una fonte di cibo.
Fu un momento fondamentale per la storia umana perché segnava la nascita dell'agricoltura, cioè di quella che per millenni sarebbe stata la principale attività economica.

Oltre ad offrire un potenziale controllo di una importante fonte di cibo i semi così prodotti potevano essere facilmente trasportati e conservati a lungo, aspetto non secondario in un tempo in cui l'ambiente non era certo generoso con gli esseri umani.
La possibilità di coltivare il cibo trasformò popoli nomadi di cacciatori in piccoli gruppi stanziali di agricoltori, anche se la caccia rimaneva comunque una delle attività principali degli abitanti del villaggio.

Cominciò così l'era del <i>Neolitico</i> ( significato letterale "la pietra nuova") così denominato per il nuovo modo di lavorare la pietra che, mentre prima veniva "scheggiata", ora veniva "levigata", grazie alle possibilità offerte dall'essere stanziali.
La pietra utilizzata per gli arnesi veniva lavorata per abrasione permettendo così di ottenere oggetti adatti ai diversi usi, macine, mortai coltelli, asce ed altro, più robusti, perché maggiormente rifiniti, e più adattabili.

E' difficile pensare ad un popolo di  cacciatori nomadi che cattura e si trascina dietro una preda per scannarla successivamente la stanzialità permise non solo di conoscere più a fondo alcuni dei vegetali locali, tanto da scoprire ulteriori, ricche fonti di cibo vegetale, ma di catturare animali e tenerli prigionieri per macellarli  in secondo tempo.
Probabilmente qualche animale catturato era una femmina gravida e quando i cuccioli nacquero non fu difficile rendersi conto che allevandoli nel villaggio perdevano, in parte o completamente,  la loro aggressività, o forse questa cosa era già stata notata con i cuccioli di belve trovati per caso, fatto sta che così nacque l'allevamento, cioè la possibilità di acquisire il controllo di un'altra straordinaria fonte di cibo.

Non stupisca il fatto che a quei tempi la ricerca umana non fosse tanto volta verso nuove fonti di energia quanto verso il cibo che solitamente, invece di starsene acquattato  in frigorifero o nel congelatore, correva libero e veloce per i boschi, sovente aveva denti affilati e, comunque, se non aveva denti affilati, nella sua corsa finiva spesso per imbattersi in chi aveva denti affilati con buona pace dei cacciatori che la stavano inseguendo che dovevano piegare il capo davanti alla forza bruta.

Insomma, tra il 10.00 e il 4.000 a.C. si gettarono le basi dello sviluppo della società attuale con tutti i suoi annessi e connessi.

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