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Lunedì, 27 Marzo 2017

Lo I Ching o I King (Il Libro delle Mutazioni o Libro dei Mutamenti) è uno dei testi più antichi ancora in uso presso l'umanità.

Tanto il Confucianesimo quanto il Taoismo e lo Zen si basano in gran parte sul Libro delle Mutazioni, e questo dovrebbe far riflettere chiunque consideri questo testo come un futile diletto per indovini principianti: chi ne abbia seriamente approfondito lo studio e si sia avvicinato alle tecniche per la sua interpretazione è rimasto stupito e, in qualche modo, intimorito da qualche cosa che va al di là delle possibili spiegazioni scientifiche: i responsi sono sempre precisi e circostanziati (se chi li sta interpretando è in grado di farlo davvero).

Non potrei mai mettermi a spiegare il come e il perché si possa voler ricorrere al I Ching, trovo divertente l'idea che qualcuno pretenda di pubblicarne il responso settimanalmente, in modo generico: è un po' come voler riempire una bottiglia sotto le Cascate del Niagara, certo la bottiglia alla fine sarà riempita, sempre che non caschi di mano e non vada irrimediabilmente perduta,  ma quasi tutta l'acqua caduta nel frattempo sarà altrove.
Quello che mi propongo nel pochissimo spazio a mia disposizione è parlare liberamente di qualcosa che non posso e non so spiegare, prendete le mie parole come le nuvole nel cielo: qualcuno può vederci conigli, altri fiori, altri pecore, ma per la maggior parte saranno solo nuvole.

LoI Ching sarebbe stato scritto qualche millennio fa dal re Wen e da suo figlio il duca di Chou e ciò che anima il Testo è il principio che, in natura,  tutto muta e che ogni evento riguardante l'uomo è indissolubilmente legato agli eventi dell'universo, e il destino (inteso come evento naturale e inevitabile) si intreccia con il libero arbitrio (inteso come serie di scelte personali),  per questo una saggia interpretazione dei Suoi responsi può ragionevolmente fare da guida a chi voglia chiarimenti sui propri dubbi.
Questa semplice spiegazione dovrebbe già rendere sospettoso chi sa che se un testo sfida i millenni, la semplicità non ne è la chiave di lettura più adatta: nulla nel libro dell'I Ching è semplice, non è semplice la lettura, non lo è l'interpretazione, non lo è il principio e non lo è la sua storia.
Forse una possibile chiave di lettura della capacità dello I Ching di interpretare esattamente gli eventi sta nel Rito.

Per capire il potere del rito basti pensare alla Messa, in cui anche il più assiduo peccatore (se credente) si sente coinvolto dal sentimento di collettività; basti pensare ad un concerto che esalta e porta all'estasi i fan; basti pensare ai riti in cui i sacerdoti, cadendo in trance, sono capaci di sfidare il fuoco passandoci in mezzo senza farsi male. In qualche modo il Rito ha il potere di catalizzare l'attenzione dei partecipanti e di porre la realtà ad un livello diverso. Così il rito dell'I Ching, dove l'unico partecipante può considerarsi chi si appresta a dare il responso attraverso il Testo, riesce in qualche modo a porre costui su un piano diverso rispetto alla realtà che sta per essere l'oggetto delle sue domande, a renderlo "osservatore esterno" e "superpartes", dandogli non un potere sovrannaturale, come a questo punto qualcuno potrebbe pensare, ma più semplicemente la capacità di osservare i fatti in modo distaccato,  da tutte le angolazioni, da lontano e da vicino. Se così fosse il potere dell'I Ching non starebbe tanto nel testo quanto in chi lo interpreta e forse a questo sarebbe dovuta l'oscurità della sua lettura. Forse lo I Ching non vuole essere letto, non vuole offrire spiegazioni a nessuno, non vuole interpretare o predire niente, forse serve solo a fornire al suo "interprete" immagini che lo aiutino a focalizzare la realtà della risposta richiesta: come una palla di cristallo o un talismano per una veggente.
 
Ma anche questa è una lettura che cerca di semplificare le cose: come affermare che nella preparazione di una torta è il cuoco a determinarne la buona riuscita…Certamente se ad uno sprovveduto si forniscono attimi ingredienti, che lui mischierà alla rinfusa, non si potranno nutrire molte speranze sulle prospettive di mangiare una buona torta, ma quale sarebbe il risultato se si fornissero ad un bravissimo cuoco ingredienti pessimi o addirittura scaduti? E se un bravo cuoco facesse un ottimo impasto con ottimi ingredienti, ma ponesse poi il tutto in un forno che non fosse in grado di mantenere la temperatura, il risultato sarebbe una buona torta? Eppure siamo certi del valore del cuoco e di quello degli ingredienti….

Osserviamo allora le cose sotto una nuova luce: da millenni qualcuno si è affidato ai responsi dell'I Ching, da millenni questo testo è considerato, da taluni, talmente sacro da essere degno di essere collocato in un posto di riguardo all'interno della casa in considerazione della Sua autorevolezza, nel corso dei millenni Maestri, quale Confucio, Lao Tze, e altri Maestri cinesi e giapponesi, hanno riposto in esso la massima fiducia… Forse la grandezza del libro di cui stiamo parlando sta nel fatto che esso è il Libro di cui stiamo parlando, e cercare qualunque altra spiegazione è come cercare di spiegare a qualcuno, che non conosca il concetto di tempo, a cosa serve un orologio.

Lascio a C. G. Jung (che non ha esitato a tributare pubblicamente ammirazione e rispetto per questo Testo  rischiando, nel farlo, di essere ridicolizzato dalla comunità scientifica di cui pure faceva parte) l'ultima parola:

 All'uno il suo spirito appare chiaro come la luce del giorno, all'altro fosco come un crepuscolo, ad un terzo buio come la notte. Colui che non ne è contento, non ha bisogno di farne uso, e chi non lo comprende ha presumibilmente qualche ottima ragione per non farlo. Pare tuttavia che questo libro significhi qualche cosa, anche se soltanto un prezioso document humain (da: I KING - di Richard Wilhelm - prefazione di C. G. Jung - traduzione dal tedesco a cura di B. Veneziani e A. G. Ferrara -  edizioni ASTROLABIO)

Del Rito dello I Ching.

Non vogliamo descriverlo, sarebbe troppo complesso il farlo, solo pochi cenni…
Di solito si usano tre monetine che vengono lanciate più volte in aria e di ogni lancio l'interprete segna il risultato, fino ad avere un numero di lanci tali da poter dare inizio alla consultazione.
Più complesso il rito con i 50 bastoncini (di cui 1 sta sempre fuori dalla consultazione).

Il Libro, quando non viene consultato, deve essere avvolto in un panno di seta e posto in alto, di fianco alla scatola che contiene i bastoncini (o le monetine). La consultazione deve sempre avvenire per motivi importanti, mai per futilità e il Libro deve sempre essere trattato con rispetto ("rispetto", non adorazione o venerazione).

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