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Mercoledì, 22 Agosto 2018

S. Giovanna d\'Arco - 30 Maggio

Nata nel 1412 nel villaggio francese di Domrémy, intorno a 15 anni cominciò a sentire delle strane voci che la esortavano a prendere le difese della Francia contro l'Inghilterra.



Recatasi dallo zio Roberto di Boundicourt gli espose il suo piano di sconfiggere inglesi e borgognoni per dare più forza al re e raggiungere così la pace in un'epoca in cui le continue guerre stavano affamando la popolazione.



Lo zio la respinse per tre volte, ma alla fine decise di condurla a corte, dove il delfino di Francia sicuramente avrebbe punito la sua giovanile impudenza.



A corte Giovanna fu accolta come una pazza visionaria, e lo stesso erede al trono decise di tirarle un tiro mancino: la avrebbe ascoltata solo se lei lo avesse riconosciuto confuso tra i suoi cavalieri e dignitari (in tempi in cui la televisione non mostrava tutto a tutti, non tutti, anzi ben pochi, conoscevano il re). Introdotta nella sala Giovanna si rivolse senza esitazione proprio al re apostrofandolo con le parole "Che Dio vi salvi, oh Sire!".



Il futuro re accettò di credere alle parole della fanciulla, che non aveva ancora 20 anni, le affidò un piccolo esercito con il compito di sconfiggere le truppe inglesi che cingevano d'assedio la città di Orleans.

Vestita da soldato, armata di spada e con il vessillo recante i nomi di Gesù e della Madonna, entrò in Orlean esortando la popolazione alla rivolta contro gli assedianti.



In pochi giorni sconfisse le truppe accampate presso Orleans, quelle di Patay , quelle di Troyes e Reims dove, nella Cattedrale, fece incoronare il delfino Re di Francia.



A questo punto il re, preso dalla frenesia della battaglia, volle marciare su Parigi, nonostante il parere contrario della fanciulla che in quella battaglia cadde ferita.

Raccolta dal Duca di Alençon e ricondotta al campo, fu curata e tornò alle armi qualche giorno dopo.



Ritornata sul campo di battaglia, dopo durissime battaglie, fu riconosciuta dai borgognoni, catturata e portata al re di Lussemburgo, vassallo del duca di Borgogna, avversario del re.



Carlo VII, incoronato re di Francia grazie a Giovanna, codardo fino alla midolla, non tentò neppure di riscattarla, lasciandola al suo destino.



Chiusa nel castello di Beaurevoire tentò la fuga calandosi dalle mura della torre, ma cadde ferendosi e, catturata nuovamente, fu portata a Rouen, dove venne accusata di magia e stregonerie e condotta davanti al giudice: il vescovo di Beauvais, contro il quale la stessa Giovanna si era appellata al papa senza che la sua voce potesse mai giungere a Roma.



A soli 19 anni, scortata da 800 uomini armati, venne condotta al patibolo, dopo aver subito le torture dell'inquisizione. I giudici la invitano ad abiurare per sfuggire al supplizio del fuoco, a cui erano destinate le streghe, ma le affermò ancora che a spingerla sui campi di battaglia erano state le voci di santi e di Dio, il suo ultimo pensiero e le ultime parole furono per la Francia che, dopo molti secoli, la elesse sua Patrona e protettrice.

 
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